Nuovo studio italo-francese su Razanandrongobe sakalavae

Razanandrongobe sakalavae – ricostruzione di Fabio Manucci

Un nuovo studio italo-francese (autori: Cristiano Dal Sasso, Giovanni Pasini, Guillaume Fleury, Simone Maganuco) amplia le scarse conoscenze su una specie di arcosauro descritta nel 2006 (Maganuco, Dal Sasso & Pasini) solamente sulla base di sette denti isolati e resti di mascellare destro (con altri tre denti) rinvenuti nel bacino di Mahajanga (Madagascar).
premascellare destro
Vediamo prima di tutto di che animale stiamo parlando: Razanandrongobe sakalavae era un arcosauro vissuto nel Giurassico medio (Bathoniano) e rappresentava uno dei più grandi, forse 7 metri di lunghezza, predatori vissuti in Gondwana (un antico supercontinente). Già grazie ai primi studi sui denti (seghettati) e sulla loro forma ed usura, si immaginò che fosse capace di triturare le ossa delle prede.
Razanandrongobe non era un dinosauro ma un parente dei coccodrilli ben adattato alla vita sulla terra ferma, che si muoveva su quattro zampe e ben sollevato dal suolo.

Il nuovo studio nasce dall’ incredibile osservazione che i reperti conservati al museo di Milano e quelli al museo di Tolosa, non solo appartengono alla stessa specie, ma sopratutto al medesimo esemplare.
I nuovi resti cranici studiati, tra cui un premascellare destro quasi completo ed una mandibola sinistra incompleta, hanno contribuito a stabilire l’ anatomia coccodrillomorfa della specie, splendidamente riprodotta dal paleoartista Fabio Manucci.

La posizione filogenetica (una sorta di grande mappa dell’ evoluzione) all’ interno di Crocodylomorpha, lo colloca come mesoeucrocodylia ed è di gran lunga il più antico appartenente al sottordine Notosuchia conosciuto .

La struttura della mandibola, molto resistente, e le caratteristiche dentali rafforzano l’ ipotesi di una dieta che includesse anche tessuti duri (come le ossa) e tendini.

Andrea Melluso

©Dinosauri.altervista.org

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