Il pianeta dei Dinosauri. Piero Angela e la divulgazione della paleontologia.

Piero Angela presso la “Città della Scienza” di Napoli per “Futuro Remoto 2005”. Tema di quell’anno furono proprio i dinosauri.

Piero Angela è probabilmente il più noto divulgatore scientifico in Italia. Già dalla fine degli anni sessanta(Il futuro nello Spazio. 1968) iniziano le sue trasmissioni sui temi della conoscenza e delle frontiere, ma è negli anni ottanta che nasce il programma che subito la nostra mente associa al suo nome: Quark.

Da pochi giorni è disponibile il suo libro ‘Il mio lungo viaggio, 90 anni di storie vissute’ e noi ovviamente approfittiamo per ricordare una serie di documentari tra le più riuscite in Italia, tanto da essere doppiata in numerose lingue: Il pianeta dei Dinosauri.

Piero ed Alberto Angela non si limitarono all’ audiovisivo e pubblicarono un libro.

Trasmesso dalla Rai nel 1993 (stesso anno di uscita nelle sale del film Jurassic Park), si compone di quattro puntate: La prima è una panoramica sul Mesozoico e sui primi dinosauri, le altre affrontano i temi della predazione, delle forme di vita che abitavano cieli e mari nell’ era dei dinosauri ed infine l’estinzione. Piero Angela, in un bellissimo studio appositamente arredato, si avvale di due inviati “nel tempo e nello spazio”. Uno di questi, quello nello spazio, è il figlio Alberto mentre l’inviato nel tempo è un alter ego del conduttore che mostra i dinosauri (e non solo) ricostruiti nel loro ambiente. Tra i consulenti scientifici c’era Dale Russel.
Al termine di ogni puntata era prevista una diretta in cui pubblico e telespettatori potevano porre domande agli esperti.
Infine fu trasmesso il dietro le quinte con le tecniche utilizzate per ricostruire il più fedelmente possibile gli animali ed il loro ambiente, nonchè altro, come il conduttore/inviato in una mongolfiera in studio.
Anedotto divertente raccontato già nella conferenza di Futuro Remoto 2005 e riportato nel nuovo libro, è l’incidente occorso nel trasporto di un dinosauro che, evidentemente non fissato bene, sfondò il vetro di un’auto sulla strada.
Una curiosità: Nella prima puntata l’inviato si imbatte in animali che definisce ‘brontosauri’; la storia che c’è dietro questo nome è particolare. Il genere fu descritto nel 1879 dal paleontologo Marsh ma nel 1903 il suo collega Riggs sostenne che fosse lo stesso animale conosciuto come Apatosaurus e, essendo questo il nome della prima descrizione, fu eliminato Brontosaurus. Tuttavia quest’ultimo nome era già divenuto familiare al pubblico e continuò ad essere molto utilizzato, proprio come nel documentario.
Una recente ricerca ha però separato di nuovo Apatosaurus da Brontosaurus, quindi si può in un certo modo sostenere scherzosamente che P. Angela abbia precorso i tempi.
L’ Oviraptor invece, si comporta esattamente come suggerisce il nome. In questo caso si è scoperto che le uova del nido trovate insieme al fossile, fossero proprio le sue. Magari un futuro articolo potrebbe riguardare le differenze tra le nozioni di allora e quelle di oggi.

In ventiquattro anni le conoscenze sono cambiate moltissimo ma questo lavoro merita di essere ricordato per l’alta qualità, la completezza (data dal considerare i dinosauri come animali da inserire in un ecosistema complesso) ed il successo che ebbe nel diffondere curiosità e conoscenza su un tema che da sempre incuriosice l’ Uomo. Come concluse Angela: “Il nostro viaggio finisce qui. Quello dei dinosauri, invece, continua, perché molti altri dopo di noi continueranno ad occuparsene, da ogni punto di vista: scientifico, paleontogico o anche divulgativo. Ed è proprio per questo che, paradossalmente, i dinosauri non sono scomparsi, sono sempre tra noi. E ci rimarranno probabilmente ancora per un bel po’.”

Vi lasciamo con un video della prima puntata:


Andrea Melluso

©Dinosauri.altervista.org

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